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Zero – il maestro dei profumi

gennaio 8th, 2010

Titolo Italiano: Zero-il maesto dei profumi (Kaori Yuki presenta 12)

Titolo Gipponese: Zero no soukoushi

Autore: Kaori Yuki

Anno: 2004

Casa Editrice Giapponese: Hakusensha

Editrice Italiana: Paninicomics

Numero di volumetti pubblicati in Italia : 1 (completa)

Numero di volumetti pubblicati in Giappone: 1(completa)

Tipologia: Shoujo,seinen

Genere: Mistery, horror, psicologico, drammatico.

Kanade è un giovane nobile dall’ eccentrico hobby del creatore di profumi.

Dotato di un olfatto finissimo che gli permette di distinguere e riconoscere qualsiasi tipo di odore, utilizza questa sua particolarità per creare essenze uniche e ricercatissime.

Il suo Naso lo porterà a fiutare piste di omicidi e loschi affari, accompagnato dalla bella cugina Anais forte e passionale.

Intrigo, mistero e una punta di romanticismo che tengono il lettore incollato alle pagine fino alla fine.

Tre storie coinvolgenti legate tra loro solo da un sottile filo di delicato profumo.

Storia apassionante e bella, come al solito disegni stupendi, consigliato a tutti..(io personalmente adoro la Yuki)

Zero-il maestro dei profumi fa parte della fortunata collana Kaori Yuki presenta, consiglio, a chi riesce, di procurarsi i vari numeri, non rimarà deluso!

Il manga Zero- Il Maestro dei Profumi è in vendita sul nostro negozio eBay.

BLAME!

novembre 20th, 2009

Blame1Titolo Italiano: BLAME!

Titolo Giapponese: BLAME!

Autore: Tsutomu Nihei

Anno: 1998

Casa Editrice Giapponese: Kodansha

Casa Editrice Italiana: Panini Comics

Numero di volumetti pubblicati in Italia : 10 (conclusa)

Numero di volumetti pubblicati in Giappone: 10 (conclusa)

Tipologia: Seinen

Genere: Fantascienza,azione,drammatico, splatter

 

Un manga senza dubbio atipico nel suo genere, proprio perché un genere non ce l’ha. 

Nihei, quale ex-architetto, ci trasporta in un mondo visionario, astratto, costruito su un mondo buio (identificabile forse con la Terra?), sviluppato in verticale, dove non è mai chiaro dove siano i punti di riferimento.

Si è catapultati di fronte ad una storia già in corso, mai narrata con chiarezza, dove gli spunti di trama non sono mai espliciti, ma anzi: appena accennati (come a lasciare il lettore libertà di interpretazione e a lui stesso la possibilità di seguirli, anche se di fatto non lo fa mai).

Killy, il personaggio principale, si trova a dover affrontare IL compito di trovare la sede dei geni terminali, l’ultima eredità, cioè, di un’umanità perduta. Infatti, nel suo mondo, cìò che resta della civiltà è un cimitero buio di macchine, androidi e ibridi di vario genere, confusamente controllata dal sistema dei governatori e, a loro volta, dall’agenzia chiamata Safeguard. Siamo obbligati a mettere in evidenza il fatto che quello mostrato non è il mondo reale, ma una sua proiezione nell’ambito della rete – una rete oscura, articolata, in cui niente è mai davvero dato per certo.

Di fatto, la ricerca di Killy – prescindendo per il momento dagli altri personaggi che compaiono – sembra iniziare e concludersi nella stessa maniera – probabilmente i bambini da lui trovati possono fare parte della sua ricerca, anche se muoiono immancabilmente tutti.

Accompagnato nel suo viaggo da Cibo, o Tsubo – è la stessa cosa – una scienziata che cambia numerose volte forma corporea e aspetto, continuando apparentemente a mantenere i suoi ricordi e i suoi pensieri originali; anche Domochevskij e la sua AI (intelligenza artificiale), gli esseri di silicio, i governatori, le safeguard, Sakan, Davinelulinvega e il suo ordine di sottoposti sembrano solo accessori ad una sostanziale metafora di un viaggio oscuro e onirico all’interno dell’anima umana – essenzialmente senza fine, dall’interno verso l’esterno, alla ricerca di un cielo, anche – nel quale esistono numerose possibilità di soluzione.

Non intendiamo soffermarci ulteriormente sulla trama – ché, del resto, risulterebbe del tutto incomprensibile per chi non si vuole gettare a capofitto nelle infinite architetture megalomaniache di BLAME! – e non possiamo che consigliarvi caldamente questa lettura, senza la pretesa della ricerca di una storia “lineare” e di immediata comprensione , e di diffidare di ogni possibile interpretazione (su modello tragico, quando sembrerete arrivare ad un punto fermo, vi accorgerete di avere afferato solo un pugno di fumo). A livello tecnico, la traduzione italiana non aiuta per niente, in quanto le scorrettezze sono frequenti (a partire dalla traduzione da silicon a silicone invece che silicio, per finire con le sporadiche e maltradotte battute di Sakan – che se intese correttamente, potrebbero spiegare alcuni buchi di trama).

Come tankobon, il grosso dell’opera è quasi introvabile (10 volumetti mai ristampati, andati del tutto a ruba già ai tempi); vi consigliamo caldamente di cercarlo – ed, eventualmente, di affiancare il testo in inglese, reperibile su diversi siti internet, alla lettura. E per quanto riguarda BIOMEGA, presuto prologo che spiegherebbe lo stato attuale della società in BLAME!, non sperate: è un’opera totalmente a sè. Piuttosto affiancatevi NOISE, ben più complementare ed esplicativo.

Tecnicamente, il disegno di Nihei in BLAME! non è ancora raffinato come sarà in futuro, ma presenta molte delle caratteristiche portanti dell’autore (volti eterei, strutture enormi ben oltre il limite della megalomania, atmosfere inquietanti, uso spudorato dei grigi).

Consigliato agli amanti dello splatter, delle correnti dark, degli stili del tutto atipici e sconvolgenti, o a chi cerca un’esperienza di lettura molto intensa.

Relativamente a tutte le opere del disegnatore, consigliamo anche ABARA, intenso alla pari e continuativo del genere.

 

Recensione gentilmente offerta da Lorenzo Marte.