Eccomi di nuovo in ostello, rientrata dopo una giornata pesantina.
E’ andato tutto a meraviglia fino ad un certo punto poi il mio microcosmo e’ stato investito da un trans napoletano butterato. Ma procediamo con ordine.
Il pranzo con le sorelle Takada e’ stato a dir poco magnifico. Mi veniva da piangere solo a guardare le pietanze che mi hanno portato … mi correggo … mi viene da piangere ancora. Ristorante meraviglioso con vista su selva di bamboo, cibo squisito e compagnia splendida. Dopo avermi cibato le due simpatiche e piccolissime sorelle mi hanno portata in un mini cafe’/pasticceria dove mi sono goduta un ottimo espresso ed un divino pasticcino ai frutti di bosco.
Consegnati i disegni ed i regali ( Minae mi ha regalato uno dei suoi ex-libris, BELLISSIMO! Ne ho anche per Massimo e per il professor Mondazzi) mi hanno accompagnata alla stazione regalndomi anche il biglietto per il Museo ghibli! Ci vado venerdi’ mattina! Yokatta! Me le porterei a casa quanto son carine!
Un po’ provata dal giro devastante per treni, ci ho messo 1 ora e mezza ad andare fino a Kichijoji, sono tornata in zona ostello per fare un giretto, in modo da essere vicina in caso di stanchezza massima improvvisa. Gaia e saltellante mi infilo in una stradina laterale alla ricerca di un negozio che ho intravisto ieri e che vende animaletti di stoffa, volevo un porcellino per la mia sorellina, ma mi sono trovata da tutt’ altra parte. Ebbene, la guida che ho non segnala la presenza di un quartiere a luci rosse dietro il mio ostello. Ma sappiate che c’e’. Insomma non immaginatevi il red light district di Amsterdam, ma ci sono dei gran cinema porno, strip bar, sale da Pachinko a manetta e viandanti assai loschi.
Cammino curiosa, anche se un po’ inorridita da certe immagini, fino al momento in cui sento un accento familiare … e’ napoletano! Argh! Mi giro e vedo un trans orrendo tutto butterato inequivocabilmente napoletano. Sono fuggita prima che potesse sentire il richiamo dell’ Italia, non si sa mai. Nella speranza di salvarmi i miei occhietti furbissimi individuano l’ insegna di una libreria. Honya. Chiaro. Entro felice. Di sicuro il mostro non sapra’ leggere! Vado verso i fumetti, ne prendo uno, divento viola, lo poso, mi guardo attorno, il mio volto diventa una maschera di disgusto. Scappo. Il commesso mi saluta con il rituale inchino. Grazie per la visita! Era una libreria porno. Ma porno pesante. Piena di riviste pornografiche con le piu’ zozze immagini. Video zozzi. Giornalini zozzi. Tutto zozzo. Anche i clienti. Il commesso invece sembrava una brava persona. Mah. Rideva un pochino quando sono entrata. Maledetto.
Raggiungo la via principale piu’ vicina e vado a prendermi un Frappuccino alla vaniglia che mi devo riprendere.
Tutto torna normale. Vado a prendermi la cena, non ho davvero voglia di mangiare fuori, in un Conbini. Con 2 euro e 50 centesimi mi porto via un bento di riso con azuki, inarisushi e 3 pezzi di futomaki con la frittatina. Credetemi, migliore di molti ristoranti “giapponesi” che ci sono a Torino.
Ma passiamo all’ angolo delle curiosita’.
LA MODA PARTENDO DAL BASSO!
Pare che la ciabatta sia il must del giapponese medio. Ma la ciabatta da piscina. Quella brutta.
Per le donne invece il “ taccosucuinonsisacamminare ” e’ d’ obbligo.
Mi pare di capire che anche le calze siano un grossissimo problema. Le donne indossano solo calze anti vene varicose dottor scholl a mezza coscia, in bella vista ovviamente. Avete presente quelle senza il piede? proprio quelle che al posto del piede hanno la ghettina, come i pantaloni fine anni 80!
Gli uomini usano calzini bianchi. Se sono scuri di solito sono corti. Abbinati a mocassini e completo.
LE BEVANDE!
La coca cola non ha vita facile in questo paese. Credo ci siano piu’ distributori automatici che persone e forse ne avro’ visto uno con dentro la coca cola. Effettivamente c’ e’ una grandissima scelta di bevande buonissime made in Japan. Con zucchero, senza, colorate, trasparenti, buone oppure orride. L’ italia dovrebbe imparare. Nei nostri distributori automatici, pochissimi a confronto, ci sono solo bibite schifose e d’ importazione.
Grazie suntory per il tuo the’ al gelsomino! Mi ha salvato dalla disidratazione!
Fra poco scade la mia ora di internet. Maledetta me per non aver portato il computer.
Vi lascio e me ne vado a fumare l’ ultima sigaretta. CHE QUA NON SI PUO’ FUMARE MAI!!! CI SONO ANCHE LE SCRITTE SUI MARCIAPIEDI CHE TI RICORDANO CHE NON SI FUMA CAMMINANDO! MALEDETTI! Ma io so calma e tollerante.
Notte a tutti da una Tokyo bollente
Oggi e’ stata una giornata strana con il cielo bianco (sara’ lo smog?). Sono uscita prestissimo nella speranza di saltare le code che pare siano il maggior divertimento del posto. Ecco, diciamo che non ha funzionato molto. Dopo 15 minuti di attesa per un biglietto della metro ho deciso di andare a piedi. Tranquilli, non credo Tokyo sia sempre ridotta cosi’, purtroppo la golden week e’ un evento apocalittico che spinge tutti i giapponesi a venire ad Asakusa a festeggiare. Decido quindi di incamminarmi lontano dalla ressa e vado in direzione Akihabara. Ci ho messo circa 40 minuti a piedi, durante i quali mi sono guardata un po’ in giro. Banche, ristoranti, banche, ristoranti, palazzi di vetro, casa diroccata, palazzi di vetro, buco fetido, barbone.
Giungo finalmente ad Akihabara. Me felice! Mi prendo una bibita per rifocillarmi prima del giro esplorativo. Giro un angolo sorseggianto la mia fantastica bibita alla ciliegia rinfrescante che ha solo 19 calorie e … ODDIO DOVE CAZZO SONO?!?!?!?!?!? Davanti a me un centinaio di persone sedute a terra con il ds in mano. Credo ci sia un punto wi-fi della Nintendo. Nessuno si parla. Tutti accigliati, con i capelli a scodella intenti a giocare. Magari stavano pure giocando assieme ma non lo sapranno mai. Mi riprendo. Continuo a passeggiare un po’ meno beata con la mia bibitina. Entro in un negozio carino di pupazzetti … incerta se comprare un criceto gigante mi grio un attimo e … mi ritrovo in un altro posto. Ebbene, non sono pazza, i negozi sono comunicanti. Perplessa proseguo. Vendono qualsiasi cosa. Gironzolo valutando l’ acquisto di qualche action figures e con l’ animo pieno di gioia giro l’ ennesimo angolo … E MI TROVO DAVANTI LA TESTA DI UNA REAL DOLL! Ma che cazzo! Decido di non proseguire oltre la tendina. Ho seriamente paura di quello che potrei vedere. Esco dal negozio e mi ritrovo in una strada piena di distributori di gashapon. Ma piena. Con un sacco di gente che ne compra a pacchi. Voglio fumare. Non ci sono aree fumatori, almeno io non ne ho trovate. Vado da Tora no hana. Per la vostra gioia ci sono due piani di yaoi e compagnia. 2 PIANI. Me la giro un pochino. Prima di comprare devo valutare bene le cose. Esco ed i miei leggiadri piedini mi portano davanti al Sega Club, che non e’ il club delle seghe (lo so che almeno la Regina lo sta pensando). Entro come un automa. MIO DIO QUESTO POSTO HA 5 PIANI PIENI DI VIDEOGIOCHI. CABINATI. PIENO. LUCINE. MUSICHETTE. Hanno anche una zona per cambiarsi i vestiti e fare le foto in cosplay. Bene io sono una persona molto seria e come tale stavo per andarmene ma semplicemente non ho potuto. Dovevo giocare a qualcosa. Cosi’ ho giocato a Virtua fighter, Tekken, Tetris, Street Fighter e poi un simil zelda che ha un controller a forma di spada che usi per attaccare. Poi mi facevano male gli occhi e sono uscita. In realta’ avrei voluto entrare in un cabinato tipo astronave completamente chiuso, ma non sapevo da dove entrare e comunque mi vergognavo come un cane.
Sono scappata da quel quartiere satanico appena ho visto l’ insegna della sala giochi della Taito. Non potevo passare la giornata in quel posto.
Decido di andare via e a piedi vado verso Ueno … capito nel mezzo di un delirante mercato pieno di ogni cosa. ho mangiato l’ ananas sul bastoncino e l’ anguria. pare che il cibo su bastoncino vada per la maggiore. Sento qualcosa che mi colpisce la testa. E’ un pesce secco. Grazie bambino giapponese che hai urlato Gaijin indicandomi e lanciandomi uno dei tuoi pescetti secchi da merenda. La sua mamma si e’ scusata per due ore.
Attorno al mercato ci sono un sacco di negozi. Vendono veramente di tutto dalle scarpe a poco prezzo agli anelli. C’ e’ una via piena di gioiellerie che hanno SOLO anelli. Avevo paura spuntasse Marco da dietro un angolo e sono fuggita.
Una cosa mi ha colpito molto. I comessi, se non ci sono clienti da seguire, si mettono a urlare in mezzo alla strada. Spero che alla fnac non lo scoprano mai.
Tornando verso l’ ostello mi sono persa con gran piacere e nel vagabondare ho trovato un negozietto minuscolo con un vecchio burbero che mi ha fatto sul momento dei dango giganti. Yum. A Tokyo e’ impossibile perdersi veramente. Basta raggiungere una qualsiasi stazione della metro e si ritrova la strada.
Vado a cercare un caffe’ e mi preparo per l’ incontro di domani.
Buona notte
Come promesso, eccomi qua davanti al computer a scrivere quello che potrebbe essere un post delirante.
Togliamo l’ anzi … sara’ delirante per forza dal momento che non dormo da giorni ed ho passato le ultime ore a camminare per Asakusa nel bel mezzo di uno dei festival della golden week, cercando di restare sveglia fino ad un’ ora decente per allinearmi con il fuso. Tra l’ altro ho delle grosse difficolta’ a ricordare la mia lingua madre visto che sto passando il tempo ad usare l’ inglese, il giapponese ed il tedesco inventando una nuova lingua … che non ho ancora deciso come chiamare (suggerimenti grazie).
Ma cominciamo dall’ inizio. Volo devastante con film di merda. Finalmente scendo dalla baracca alata e la prima persona che vedo e’ un poliziotto vestito di tutto punto con la mascherina anticontagio. Sposto lo sguardo e … tre orrende hostess che mi ringraziano con i loro denti mutanti per aver scelto Lufthansa. Domande terrificanti le cui risposte sono state di seguito:
Mi prendono le impronte digitali e mi fanno lo scan della retina.
Scappo da Narita e passo la seguente ora e mezza su due treni diversi a constatare che:
Concludo che:
Arrivo in ostello, dopo essermi persa un paio di volte, a tratti il mio cervello si spegneva e seguiva le lanternine del matsuri, scopro che devo aspettare fino all’ una per farmi una doccia. Faccio veramente cagare e non ho gran voglia di andare in giro sudicia visto che gia’ si mettono la mascherina quando mi vedono.
Dopo la doccia mi riprendo e decido di farmi un bel giro. Ci si sente molto meglio dopo aver sistemato i bagagli.
Quello che il mio cervello riesce a ricostruire in questo momento e’ un po’ vago. Ma forse lo sarebbe anche se il non ci fosse il fuso a mangiarmi l’ anima.
Devo raccogliere un attimo le idee e domani vi faro’ un resoconto preciso delle parti importanti.
Per oggi accontentatevi delle cazzate che principalemnte riguardano il cibo. Regina lo so, sono tornata agli istinti primordiali. Ma lo sai meglio di me che guai ti procura il fuso.
Ho passato il mio tempo a bere porcate acquistate ai distributori automatici. Tutte le bibite con l’ aggiunta di vitamine, la fanta all’ uva (stavo per andare in coma diabetico), latti etc. etc. Tanto per prevenire lo scorbuto.
Ho mangiato la granita giappa alla fragola mentre passeggiavo tra le bancarelle della festa. Il simpatico, ma rozzo rozzo, omino che me l’ ha venduta e’ stato molto genitile e mi ha dato tutto il set rosa per mangiarla.
Ho mangiato finalmente i Takoyaki! Per prima cosa sfatiamo un mito. NON E’ POSSIBILE MANGIARE QUELLA ROBA CON LO STECCHINO COME SE FOSSERO CARAMELLE. QUELLE SONO PALLE CHE CONTENGONO IL METALLO FUSO. MI SONO USTIONATA UNA TONSILLA. Pero’ sono buoni. Molto. Un po’ viscidini.
Sono tutti gentilissimi, si respira cortesia e ti ringraziano migliaia di volte per aver speso soldi nel loro negozio. Se possono ti aiutano, almeno quelli che sanno che la peste e’ stata debellata e non hanno un set di mascherine in borsa.
Unico problema. Non ci sono cestini per l’ immondizia. La vaschetta del Takoyaki e’ diventata la mia migliore amica. Lei e l’ inglese psicolabile che domani parte. E di lavoro fa ” io prendo un volo e vado poi boh”, devo pero’ aggiungere che e’ un piccolo Lord.
Gli unici italiani che ho incontrato li ho eliminati parlando in tedesco.
Adesso credo che fumero’ l’ ultima siga e andro’ a nanna, sto sbavando in sala comune e non e’ molto bello.
PER LA REGINA: COL CAVOLO CHE PUOI FUMARE DOVE VUOI! CI SONO LE AREE FUMATORI CON L’ APPOSITO CESTINO CHE HA ALL’ INTERNO UN RECIPIENTE PIENO D’ ACQUA. OGNI DUE ORE PASSA L’ ADDETTO ALLA PULIZIA DEL CESTINO FUMATORI, CHE PORTA VIA LA VASCHETTA VECCHIA E NE METTE UNA LUCIDISSIMA CON L’ ACQUA TRASPARENTE. INFINE LUCIDA A SPECCHIO OGNI ANFRATTO DELLA STRUTTURA E SODDISFATTO SE NE VA. Per un momento ho pensato di dirgli che tanto non serve lucidare dal momento che quell’ affare si trova all’ esterno, ma se a lui piace …